Il caldo soffoca anche i cervelli
Roma ore 12,30: esco dal mio uffico iper-condizinato per andare all' ufficio postale a fare una commissione che non posso più rimandare.
Temperatura soffoccante non guardo più neanche il termometro, a Viale Europa la strada elegante del quartiere EUR i negozi sono per metà chiusi e in giro ci sono pochissime persone.
Questa storia dell'ondata di caldo anomala che ha investito tutta l'Europa comincia a diventare inquietante, specialmente quando leggo sulla prima pagina de La Repubblica di questa mattina:
" CALDO, MORTI CENTINAIA DI ANZIANI. A GENOVA UN FUNERALE OGNI 6 MINUTI ".
Vabbè che fa caldo ma ritengo che dare le notizie in questo modo serva più a colpire che a spiegare, con il pessimo risultato di far aumentare il panico proprio tra gli anziani che sono i più vulnerabili.
Ferragosto, un caldo infame, città vuote, blackout e panico a New York, sembra uno di quei film americani (sempre loro) apocalittici da fine del mondo.
Poi arriva l'eroe, quello fico, che risolve tutto non succede più niente e sono tutti felici.
Da tempo che ci giravo intorno, l'idea del blog mi piaceva molto, ma ero frenato dal fatto che si diceva che oramai era alla moda, anzi su un'articolo avevo letto che in certi ambienti era considerato davvero cool avere un blog.
Odio le mode, tutto quello che fa tendenza, odio fare una cosa per essere cool, per cui dopo aver letto quell'articolo pensai che erano riusciti a rovinare anche questa nuova (per me) forma di espressione.
Però la voglia era forte, riuscire ad avere un posto dove scrivere e comunicare con altre persone mi elettrizzava.
Navigando ho letto le cose degli altri e alla fine ho deciso di esserci e fanculo a quelli che dicono che è cool, tanto non continueranno comunque a dire cazzate.
Per me il blog è un modo per comunicare, per parlare delle proprie sensazioni, per conoscere quelle degli altri, per raccontare quello che accade come lo vediamo noi, è un modo per liberarsi da tutte quelle stupide ipocrisie che volenti o nolenti ci portiamo dietro. Per tutto questo e per molte altre cose ancora ho pensato subito al mare.
Sei stanco e finalmente arrivi, inverno o estate non importa, senti il vento respiri forte e poi lo vedi una distesa d'acqua immensa è lì davanti a te, quella è la tua forza, ci sei solo te e il mare, la tua libertà.